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Il triage nelle operazioni di soccorso marittimo per i naufraghi.

L’IMRF propone un nuovo strumento per aiutare i soccorritori SAR a stabilire le priorità di recupero nelle operazioni di soccorso marittimo di massa.

Nelle operazioni di soccorso marittimo, uno degli scenari più complessi è rappresentato dagli eventi con più persone contemporaneamente in acqua, nei quali il numero delle vittime supera le risorse immediatamente disponibili. In queste situazioni, definite Mass Rescue Operations — MRO —, il problema non è soltanto recuperare le persone il più rapidamente possibile, ma stabilire chi debba essere soccorso per primo per salvare il maggior numero di vite.

L’International Maritime Rescue Federation ha recentemente presentato il Multiple Persons in Water Triage Tool, uno strumento pensato per supportare gli equipaggi SAR nelle decisioni rapide durante le operazioni di soccorso di massa. Il documento nasce dall’esperienza operativa e ha l’obiettivo di offrire ai soccorritori un criterio semplice, coerente e difendibile quando devono agire sotto forte pressione, in condizioni ambientali difficili e con risorse limitate.

Il principio alla base dello strumento è estremamente concreto: in acqua, il pericolo immediato è l’ipossia. Freddo, fatica, panico e ipotermia sono fattori importanti, ma se bocca e naso finiscono sotto la superficie, la mancanza di ossigeno può diventare rapidamente fatale. Per questo il triage proposto dall’IMRF si basa su tre osservazioni essenziali: vie aeree, galleggiamento e movimento.

Il soccorritore deve valutare rapidamente se la persona riesce a mantenere bocca e naso fuori dall’acqua, se dispone di un ausilio di galleggiamento efficace e se è ancora in grado di muoversi intenzionalmente per restare a galla o raggiungere un punto sicuro. Chi conserva galleggiamento e movimento può essere temporaneamente considerato a priorità inferiore; chi non riesce a mantenere le vie aeree libere, non ha galleggiamento o è prossimo alla sommersione deve invece essere considerato ad alta priorità.

Questo approccio introduce un elemento fondamentale: il triage in acqua non coincide con il triage sanitario tradizionale. Prima ancora di valutare parametri clinici completi, il team di soccorso deve decidere l’ordine di recupero delle vittime. La priorità non è sempre rappresentata da chi grida o richiama maggiormente l’attenzione, ma spesso da chi appare silenzioso, immobile, non responsivo o incapace di mantenere le vie aeree sopra il livello dell’acqua.

Lo strumento IMRF non sostituisce il giudizio del comandante, del coordinatore SAR o del personale sanitario, ma fornisce una cornice decisionale utile per ridurre l’incertezza, uniformare le scelte operative e supportare i soccorritori anche sul piano etico. In una MRO, infatti, destinare molte risorse a una sola vittima può significare non riuscire a salvarne altre con maggiori probabilità di sopravvivenza.

Per il mondo della formazione sanitaria e del soccorso acquatico, questo tema è particolarmente rilevante. La gestione dell’annegamento e degli incidenti in ambiente marittimo richiede competenze cliniche, ma anche capacità di lettura dello scenario, coordinamento tra team, sicurezza operativa e gestione delle priorità. Il triage delle persone in acqua rappresenta quindi un’area di integrazione tra soccorso tecnico, medicina d’emergenza e organizzazione della risposta SAR.

IARR richiama l’attenzione sull’importanza di sviluppare percorsi formativi che includano anche questi aspetti: non solo la rianimazione della singola vittima di annegamento, ma anche la gestione di scenari complessi, nei quali il corretto impiego delle risorse può incidere in modo determinante sull’esito complessivo dell’evento.

La sfida, in mare, è decidere rapidamente senza perdere lucidità. Strumenti come quello proposto dall’IMRF aiutano i soccorritori a trasformare una scena caotica in una sequenza di azioni ordinate, mantenendo l’obiettivo principale: proteggere le vie aeree, ridurre il tempo di ipossia e salvare il maggior numero possibile di vite.

Fonte: IMRF

Dott. Stefano Mazzei

Dott. Stefano Mazzei

Laureato in scienze dell'educazione e della formazione, è il fondatore di Salvamento Academy, azienda specializzata in corsi di alta formazione in ambito sanitario.

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